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21 Novembre 2019

Rilascio SPID: a gestirlo direttamente lo Stato

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Rilascio SPID: a gestirlo direttamente lo Stato

Un emendamento contenuto nella legge di Bilancio potrebbe cambiare l’assetto attuale del rilascio dello SPID. Non più gestito dagli Identity Provider ma direttamente dallo Stato.

Ad annunciarlo il Ministro dell’Innovazione, Paola Pisano, che pone la semplificazione del rapporto tra cittadini e Pubblica Amministrazione tra gli obiettivi principali della sua gestione.
Cambieremo la governance – queste le parole del ministro – che dovrà essere unica ed erogata gratuitamente dallo Stato e non più dagli Identity provider”.

La decisione del ministro che, ricordiamo, è ancora solo in fase di emendamento, parte da una riflessione sul modello precedente basato sul rilascio dell’identità da parte di realtà accreditate che, dopo aver verificato i documenti anagrafici dei richiedenti, procedono oggi al rilascio dell’identità. Un sistema che la Pisano ha definito errato in quanto non foriero attualmente di guadagno da parte degli stessi IP e che non ha riscontrato un’adesione adeguata da parte degli stessi cittadini, dal momento che oggi sono solo 5 milioni le identità erogate.

Rilascio SPID: le intenzioni del Governo

Idea del ministro è quella di centralizzare il rilascio dello SPID, dando l’identità digitale a chi ottiene la carta di identità elettronica. Far dunque convergere i due strumenti con l’obiettivo di raggiungere quota 10-20 milioni di identità rilasciate ogni anno. Un obiettivo per cui il ministro Pisano ha chiesto un budget crescente di 15 milioni di euro per il primo anno, 20 per il secondo e 30 per il terso.

La volontà di accelerare la diffusione del sistema Spid permane un obiettivo primario del Governo. Ciò al fine di velocizzare la semplificazione oggi richiesta dai cittadini per l’accesso ai servizi online della PA. I cittadini dotati di SPID potranno continuare ad accedere ai servizi con le credenziali a disposizione senza necessità di adeguamento alla nuova governance.

In questo quadro rientra anche l’intenzione di creare un’app che raggruppi i servizi online erogati dalla Stato, denominata “Io” che consentirà la veloce fruizione dei servizi da parte dei cittadini dotati di SPID.

Intenzione del ministero è, parallelamente, quella di spingere l’adozione dell’accesso con SPID anche da parte dei privati “ad esempio – riferisce il ministro – per consentire a chi va allo stadio di caricare l’abbonamento sulla carta elettronica”.

Rilascio SPID: quali novità per gli Identity Provider?

Laddove l’emendamento fosse accolto, gli Identity Provider accreditati, oggi nove in tutto, continueranno ad erogare il servizio fino al cambio di governance. In una fase successiva il Governo, in sinergia con PagoPA e attraverso la collaborazione con enti che possiedono già il dovuto knoh-how lavorerà per implementare la tecnologia necessaria su tutti i portali.

Un bel cambiamento, insomma, che scardinerebbe gli equilibri tra gli attori ad oggi coinvolti, Identity Provider in particolare in direzione di una gestione centralizzata dello SPID da parte del Governo.

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