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Integrazione di SPID al centro dei programmi del Governo

Digitalizzazione PA_SPID

Integrazione di SPID ancora una volta al centro dei programmi del Governo

Dopo il premier Conte, anche il ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione del Paese, Paola Pisano interviene sullo SPID e rende noti i progetti del Governo per rilanciare il Sistema Pubblico di Identità digitale durante un recente intervento in commissione Trasporti.

Integrazione SPID, ecco i numeri di questi 4 anni.

A quattro anni dalla sua attivazione, lo SPID ha stentato a decollare “Ad oggi –ha dichiarato il ministro -utilizzano Spid 4,9 milioni di utenti, abbiamo 9 identity provider attivi, circa 4mila servizi integrati e 120mila è il picco di rilascio settimanale nel 2019”. Numeri che ha definito insufficienti e che quindi rendono necessaria una riforma dell’identità digitale già in lavorazione da parte del dicastero da lei diretto insieme con il Mef, Ministero dell’Economia e delle Finanze.
A fronte di questi numeri, la Pisano ha manifestato la necessità dell’intervento di un player di Stato capace diprenderein mano la governance del progetto SPID. “Ci vuole una riforma all’interno di Spid per superare alcune criticità che noi abbiamo oggi–ha testualmente detto -bisogna ridisegnare il sistema pubblico di attribuzione e di gestione dell’identità digitale, e questa attività la faremo in collaborazione con il Mef”.

Mancata Integrazione SPID: le motivazioni

Secondo quanto dichiarato dal ministro un freno sta coinvolgendo le diverse parti interessate impedendo di fatto lo sviluppo del sistema. Le PA infatti temono che così continuando i cittadini si troveranno costretti a pagare il servizio SPID, gli identity provider dal canto loro non investono sul miglioramento della user experience del servizio perché non sono riusciti a fare business attraverso l’utilizzo di SPID da parte dei privati. “Lo Stato –ha quindi dichiarato la Pisano -deve investire almeno nella partenza di questo progetto, e ci vuole una governance più incisiva, in cui gli identity provider diventino dei fornitori di un soggetto centrale sotto il controllo dello Stato. Ci vuole una collaborazione con il settore bancario e quello postale, che per loro natura possono diffondere l’identità digitale, e su questa proposta di riforma stiamo lavorando con il Mef”.

Integrazione SPID tra i fattori chiave per l’innovazione digitale del Paese.

Lo SPID rientra tra i fattori chiave per l’innovazione digitale del Paese che, secondo le stime del ministro “apporterebbero un “miglioramento del Pil del 13% pari a una crescita in valore di 228 miliardi di euro”. Altri strumenti a supporto di tale sviluppo sono l’Anpr, ossia la creazione della banca dati unica per la popolazione residente, PagoPAe la creazione di un “Polo strategico nazionale”, un gestore unico controllato dallo Stato costituito da almeno 3 data center distribuiti sul territorio nazionale per una più efficiente gestione dei servizi digitali.

 

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